Il territorio

Il nostro territorio
Porta con sé una storia dalle origini antichissime, iniziata oltre 2500 anni fa. Una lunga tradizione marinara e una vera perla della gastronomia. Scopri la capitale del Bird Watching e benvenuto nel Parco Delta del Po.
Le Valli ed i fiocinini
Nell’età moderna al pari dei boschi e dei prati, le valli erano state privatizzate fino al punto da annullare l’antico diritto medioevale dello sfruttamento comunitario. Simili alle possessioni di villa, le valli erano divenuti luoghi di delizie e di passatempo per gentiluomini, proprietari e signori che vi praticavano la nobile arte della caccia. In quegli stessi luoghi dove i signori prendevano svago dalla vita cittadina, gli abitanti stentavano a sbarcare il lunario, costretti a ricorrere alla pesca di frodo. Dotati di particolare perizia nel maneggiare la fiocina, i pescatori di frodo erano abilissimi nella loro arte. La pratica della fiocinazione favoriva i poveri permettendo loro di sfamarsi quotidianamente e di guadagnare qualcosa dalla vendita del raccolto. Nelle pescherie si vendeva dunque anche pesce rubato che vi giungeva di notte poco poco alla volta, scampando agli impitosi sequestri delle guardie. Il contrabbando era tuttavia ben organizzato, non è raro trovare tra i verbali segnalazioni di “biroccie” contenenti sacchi di pesce clandestino nascosti tra la paglia.
I fiocinini non entravano in azione mai da soli: agivano in gruppo costituendo una specie di società clandestina, secondo la quale la pescagione era in comune e andava divisa anche tra coloro a cui la fortuna non arrideva. Le loro piccole e povere case dai grandi camini erano costruite con due ingressi, uno sulla via ed uno sul canale, particolare architettonico che permetteva ai fuggitivi inseguiti, di raggiungere l’abitazione con l’imbarcazione, di entrare dalla parte aperta sulla valle e di uscire da quella sulla strada cittadina, facendo perdere le loro tracce. Il contrabbando poteva anche contare della complicità fuori Comacchio dei contadini della zona, presso i quali i fiocinini trovavano rifugio per se stessi, le barche ed il pesce rubato: quando le guardie raggiungevano i poderi, seguendo spesso tracce vistose di anguille sparse per il terreno, perdute durante la fuga, perquisivano case e granai, trovando uomini, imbarcazioni, strumenti e ceste di pesce. Tra le due guerre la situazione delle famiglie dei fiocinini risulta talmente grama che avviene un fatto assurdo: mossi a pietà i sorveglianti della prigione, di notte, lasciavano i fiocinini incarcerati liberi di andare a pesca nelle valli e di portare pesci alle loro famiglie, facendo poi ritorno in carcere. La vicenda durò per qualche tempo, fino a quando non si destarono i sospetti di alcuni carabinieri che ripristinarono l’ordine.
Bande di fiocinini violavano continuamente la legge del 1854 dal ministro delle finanze Galli, al fine di reprimere il contrabbando di pesce che causava gravi danni allo stabilimento Camerale. Tra le proibizioni precisate: divieto di fabbricare e possedere all’interno delle case fiocine e reti da pesca, divieto di possedere imbarcazioni, regolamentazioni nel commercio e nella circolazione interna ed esterna del pesce, biglietti per pesce da regalo.