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La nostra storia

Benvenuti nell’attracco interattivo della motonave Dalì

Introduzione

La storia della famiglia Carli a Porto Garibaldi affonda le radici nel 1926, evolvendosi attraverso cinque generazioni dalla pesca tradizionale su trabaccoli e bragozzi fino alla moderna Motonave Dalì. La narrazione ripercorre il passaggio dal trasporto merci nell'Adriatico alla pesca sportiva negli anni '80, culminando con la creazione della Motonave Dalì nel 2007 e dell'Osteria il Gran fritto del Marinaio nel 2015.

Motonave Porto Garibaldi

Le nostre origini: una storia di mare da cinque generazioni

L’identità marinara di Porto Garibaldi è scritta nella vele. I bragozzi ed i trabaccoli erano le antiche imbarcazioni da pesca caratterizzate da una prua rialzata. Issavano vele variopinte da una ricca simbologia utile a identificare la famiglia cui la barca apparteneva.

Grazie alla ricerca storica di Acquitrino Felisatti (``Le vele di Magnavacca e Comacchio``), abbiamo ritrovato le nostre radici: la vela rossa con elica e angolo verdi apparteneva alla lancia di mio bisnonno Carli Grado nel 1937. È per questo che dico con orgoglio che la famiglia Carli va per mare da cinque generazioni.

I racconti del nonno Angelo conosciuto come “Advo”

Le storie di mare un tempo si tramandavano oralmente. Nel 2015, ho intervistato mio nonno Advo (classe 1930), che mi raccontò di un’epoca in cui il porto si divideva tra il trasporto di merci dall’Istria e le prime “lancine” a motore.

“Mio padre si chiamava Grado, classe 1904. Prima della Guerra la pesca a Porto Garibaldi non era molto sviluppata. Si navigava soprattutto su imbarcazioni da trasporto merci: grano, pietrame e legna dall’Istria. Dopo la Guerra, il porto di Ravenna iniziò ad affermarsi nel settore dei trasporti e Porto Garibaldi, di conseguenza si dedicò alla pesca”.

“Mi sono imbarcato su navi mercantili fino al 1956 e l’ultimo imbarco mi portò fino a Helsinky con un carico di legname e carbone. Dopo questa esperienza, decisi di dedicarmi esclusivamente alla pesca e mi imbarcai su un peschereccio di nome “Al crucal” – Il gabbiano” della lunghezza di 14,5 m utilizzato per la pesca con il rabbio o rampone”.

Non solo i Carli, ma anche il ramo materno della mia famiglia ha il sale nel sangue. Mia nonna si chiamava Ofelia Beneventi e i suoi genitori erano pescatori che custodivano l’antica tecnica della “tratta”. Immaginate una rete lunga un centinaio di metri, calata nel buio e trascinata a mano nei bassifondi da equipaggi di dieci persone. Un lavoro estenuante che iniziava al calar del sole e finiva solo all’alba. È in questi racconti di resistenza e pazienza che ho imparato il rispetto profondo per il mare.

Motonave Porto Garibaldi

Grado acquistò la prima “lancina” da pesca motorizzata con 8 cv. Si ha notizia nel 1926 di un veloce trabaccolo da trasporto merci chiamato Staffetta. Armato con vele al terzo ed un motore Deutz da 24 cv, capitano ed armatore era mio trisnonno Arturo Carli.

Motonave Porto Garibaldi

Dalla pesca alla pesca sportiva: l’intuizione di papà Angelo.

Mio padre Angelo, assieme a suo zio Giovannino e suo nonno Grado si imbarcarono sullo Spiga un peschereccio di 14 m motorizzato con 80 cv Arona e cabina a poppa. Questa imbarcazione era utilizzata per la pesca professionale allo sgombro con amo.

Si partiva al mattino alle 4.00 e raggiunta la zona di pesca ed ancorata la barca “al traverso” si lascavano due grandi sacchi di pastura con circa 25-30 casse di mangime per attirare gli sgombri.

Si pescava con la togna, una semplice lenza da recuperare a mano. A Porto Garibaldi negli anni ’70 c’erano circa 20 imbarcazioni impegnate in questa attività.

Un giorno dei turisti appassionati di pesca, chiesero se potevano aggregarsi all’equipaggio e in quelle circostanze iniziò una nuova attività: la pesca sportiva allo sgombro.

Inizialmente il pesce pescato dai turisti restava all’equipaggio, ma poi iniziarono a proporre una quota di ingresso, dando la possibilità al turista di portare a casa il pesce pescato.

Francesco Bellini detto “Checco”, fu il primo a dedicarsi esclusivamente alla pesca sportiva acquistando nel 1980 un rimorchiatore di 20 m chiamato Furia.

Motonave Porto Garibaldi

Checco diventò un punto di riferimento per Angelo, quasi come un fratello maggiore che abitava a pochi passi dalla sua abitazione.

Qualche anno dopo, Angelo iniziò a svolgere l’attività di pesca sportiva e gite nel Delta del Po ma il richiamo del mare era troppo forte e decise di dedicarsi esclusivamente alla pesca.

Dopo circa 25 anni,  con la motonave Dalì inizio a reinventare l’attività di escursioni nel Delta del Po che svolgeva mio padre negli anni ’80.

Nel 2007 è nata la Motonave Dalì, portando nel nuovo millennio l’esperienza e la passione di generazioni di marinai.

Angelo nel 2015 apre l’Osteria il Gran fritto del Marinaio, un ristorante che in breve tempo ha riscosso molto successo, un punto di riferimento per gli amanti della cucina locale a base di pesce.

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Nicola Carli

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